Sandro Consolato

Biografia

Sandro Consolato è nato a Bagnara Calabra (RC) nel 1959 e si è laureato con lode in Filosofia a Messina, dove attualmente vive e insegna Discipline letterarie e Latino presso il Liceo Scientifico “G. Seguenza”. Dopo una prima giovinezza anarchica e bohémienne, di cui resta testimonianza nelle raccolte poetiche Un mare così poco mare (1979) e Bloc-Notes (1981), pubblicate con l’editore libertario e meridionalista Giuseppe Galzerano di Casalvelino Scalo (SA), si è dedicato a studi di storia delle religioni ed esoterismo, approfondendo il filone cosiddetto “tradizionale” (Evola e Guénon in particolare) e avvicinandosi alla cultura di destra: la sua tesi di laurea su Julius Evola e il Buddhismo (relatrice la storica delle religioni Giulia Sfameni Gasparro, A. A. 1985-1986) è stata la prima, e probabilmente resta ancora l’unica, tesi universitaria sul filosofo tradizionalista presentata in ambito storico-religioso e non storico-filosofico o storico-politico.

Al pensiero evoliano ha in seguito dedicato i saggi Julius Evola e il Buddhismo (SeaR, Borzano [RE] 1995), Evola e Dante. Ghibellinismo ed esoterismo (Arŷa, Genova 2014), Le tre soluzioni di Julius Evola (Arŷa, Genova, 2020); a quello guénoniano A Ovest con René Guénon (Arŷa, Genova 2023). L’interesse per Evola, oltre a favorire quello per il Buddhismo, è stato anche all’origine dell’incontro di Sandro Consolato con la corrente del cosiddetto “tradizionalismo romano”, tesa al recupero della religiosità precristiana romano-italica, quindi della sua attiva partecipazione, tra il 1987 e il 2009, all’esperienza del MTR (Movimento Tradizionalista [o Tradizionale] Romano) fondato nel 1984 da Salvatore Ruta, Renato Del Ponte e Roberto Incardona (la sua uscita da tale Movimento precedette di qualche mese la divisione dello stesso in due tronconi). In questo quadro si situa la sua assidua collaborazione (dal 1987) alla prima serie della rivista trimestrale “La Cittadella” (1984-2000), diretta dal messinese Salvatore Ruta (1923-2002), e poi la sua direzione della seconda serie (2001-2011), edita dalla casa editrice romana I libri del Graal, e di cui sono importanti numeri monografici quelli su Julius Evola trent’anni dopo (2004), Arturo Reghini.

La Sapienza pagana e pitagorica del ’900 (2006-2007), Giuliano Kremmerz. L’Ermetismo Egizio-Partenopeo nell’Italia contemporanea (2009), Omaggio a Pio Filippani Ronconi (2010), Il nostro 150°. Risorgimento e Romanità (2011), mentre ‘appendice’ della stessa rivista va considerato il quaderno unico “Civitas Romae” del 2012. Per lo più da “La Cittadella” vengono anche i testi raccolti nei volumi Leggere la Tradizione (Arya, Genova 2018) e Urbs Aeterna. Misteri, figure e rinascite del paganesimo (Arya, Genova 2019).

Dopo il 2009 il suo richiamo alla religiosità precristiana italico-romana, rimasto costante, ha assunto un indirizzo decisamente lontano dalle forme ‘chiesastiche’ e ‘ricostruzioniste’ che hanno finito per prevalere in Italia su imitazione del neo-paganesimo straniero. Nell’ambito del tradizionalismo e, più in generale, della cultura di destra italiana, un ruolo particolare gli è riconosciuto nella rivalutazione del Risorgimento e della Grande Guerra, in connessione con il tema della memoria storico-culturale della Romanità: un impegno espressosi soprattutto con i saggi Dell’elmo di Scipio. Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma (ebook, flower-ed, Roma 2012) e Quindici-Diciotto. Tra Storia e Metastoria (ebook e cartaceo, flower-ed, Roma 2018), ma culminato con l’opera che l’Autore stesso ritiene la più importante di tutta la sua produzione: Giacomo Boni. Scavi, misteri e utopie della Terza Roma (Altaforte, Roma 2022).

La Sapienza pagana e pitagorica del ’900 (2006-2007), Giuliano Kremmerz. L’Ermetismo Egizio-Partenopeo nell’Italia contemporanea (2009), Omaggio a Pio Filippani Ronconi (2010), Il nostro 150°. Risorgimento e Romanità (2011), mentre ‘appendice’ della stessa rivista va considerato il quaderno unico “Civitas Romae” del 2012. Per lo più da “La Cittadella” vengono anche i testi raccolti nei volumi Leggere la Tradizione (Arya, Genova 2018) e Urbs Aeterna. Misteri, figure e rinascite del paganesimo (Arya, Genova 2019).

Dopo il 2009 il suo richiamo alla religiosità precristiana italico-romana, rimasto costante, ha assunto un indirizzo decisamente lontano dalle forme ‘chiesastiche’ e ‘ricostruzioniste’ che hanno finito per prevalere in Italia su imitazione del neo-paganesimo straniero. Nell’ambito del tradizionalismo e, più in generale, della cultura di destra italiana, un ruolo particolare gli è riconosciuto nella rivalutazione del Risorgimento e della Grande Guerra, in connessione con il tema della memoria storico-culturale della Romanità: un impegno espressosi soprattutto con i saggi Dell’elmo di Scipio. Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma (ebook, flower-ed, Roma 2012) e Quindici-Diciotto. Tra Storia e Metastoria (ebook e cartaceo, flower-ed, Roma 2018), ma culminato con l’opera che l’Autore stesso ritiene la più importante di tutta la sua produzione: Giacomo Boni. Scavi, misteri e utopie della Terza Roma (Altaforte, Roma 2022).

Le riviste per cui ha scritto il maggior numero di articoli e recensioni sono (a parte “La Cittadella”) “Arthos” e “Politica Romana”, seguite da “Letteratura-Tradizione” e “Atrium”. Ha collaborato più volte al “Primato Nazionale” (mensile cartaceo e quotidiano online) e scritto anche su “Il Secolo d’Italia”, “Il Foglio” e “Tempi”. Suoi contributi figurano nelle opere collettive Il gentil seme. L’idea di Europa: radici e innesti (Ar, Padova 2004), Evola no-global? (a cura di P. Carini, Ar, Padova 2004), Esoterismo e fascismo (a cura di G. de Turris, Mediterranee, Roma 2006), Per una Nuova Oggettività (a cura di S. Giovannini, Heliopolis, Pesaro 2011). Nel 1996 ha pubblicato pure una terza e più matura raccolta di versi Nominibus lusi (collana Fuoricasa a cura di Alberto Bertoni, di cui vd. le Trecartelle di appendice, Book Editore, Castelmaggiore [BO]) e, nel 2005, con lo pseudonimo Mauro Meriggi, il romanzo Kâma-Loka (Librette di Controra delle Edizioni di Ar).

Nel 2013 è stato nominato componente del Comitato Scientifico della Fondazione Famiglia Piccolo di Canovella di Capo d’Orlando (ME), poi del Comitato d’Onore, partecipando attivamente, tra il 2014 e il 2016, alla realizzazione della rassegna estiva “Le Porte del Sacro”. Nel suo libro del 2020 Le tre soluzioni di Julius Evola ha esplicitato il suo sentirsi ormai vicino a posizioni di “anarchismo di destra” ed “esistenzialismo esoterico”, richiamandosi ai due cardini, indicati da François Richard, de “l’aristocratisme et la chasse à l’absolu”. In A Ovest di René Guénon (2022) ha sostanzialmente invitato a una ricerca spirituale realmente orientata verso la trascendenza, consapevole dei “segni dei tempi” e libera dai pesi di un tradizionalismo ridotto a mera ideologia.

Bibliografia

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